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Domanda per Giorgio Taverniti: Il Rumore di Google
Scritto da Marco Paolucci in Web Marketing il 19 novembre 2008
Tutti dietro a Google..!! Chiunque abbia un minimo di pratica nel settore del web marketing e in particolar modo con tutto ciò che concerne il SEO, fa di Google un punto di riferimento irrinunciabile. A questo è difficile sottrarsi, anche perchè, dati alla mano, siano essi più o meno aggiornati alle ultime ore, il 70% delle ricerche effettuate su web passano attraverso il motore di ricerca di Mountain View.
E quindi, sempre più spesso, se si parla di posizionamento si parla di ‘posizionamento su Google’.
Lavorando da un pò su questo genere di progetti, ho dovuto ovviamente approfondire il più possibile ogni aspetto che concerne la struttura di un sito web, per renderlo più appetibile a tale motore di ricerca: si parla quindi ovviamente del codice, dei contenuti, e di tante piccole cose che ci permetteranno di essere ben visti e di conseguenza ben posizionati su Google.
Ma al di la di tutti gli straordinari servizi che ci vengono messi a disposizione, Google può essere considerato veramente il miglior motore di ricerca da un punto di vista dei semplici risultati, ovvero della sua reale e principale funzione?
Google spiega meglio di chiunque altro alla sua community le tecniche e le caratteristiche di un sito per avere successo nelle sue ricerche, ma non ti è mai capitato di notare che spesso sia totalmente contrario a se stesso?
Siti con codice abominevole e contenuti scarsi nelle prime posizioni, magari infarciti di parole chiave ripetute oltre ogni senso e nascoste in ogni modo. Questo è solo un esempio, quello che voglio dire è che nonostante gli altri MDR siano molto più discreti nel parlare dei propri posizionamenti, il RUMORE creato da questi nelle ricerche spesso è nettamente inferiore a quello dato da Google, e quindi risultano ‘migliori’ da quel punto di vista.
Ti è mai capitato di dover fare i conti con ’stranezze’ di questo genere? C’è una spiegazione logica o magari ho preso un abbaglio?
Grazie per l’attenzione,
Cordialmente,
Marco Paolucci